Click day: stato alterato di coscenza

Il titolo originale di queste note sarebbe dovuto essere Click day: quando lo stato fa vomitare, ma su faccebbucchin si sarebbero potuti verificare dei problemi censori.
Pubblicato il 5 giugno il bando INAIL 2020 per il 2021 consente alle aziende di ottenere un contributo a fondo perduto del 65% fino a 130.000 euro per investimenti aziendali quali presse, centri di lavoro, robot, magazzini automatici, muletti, che contribuiscano a migliorare la salute e sicurezza dei lavoratori.
Il budget messo a disposizione è di 200 milioni di euro, ed una apposita linea è destinata agli interventi di bonifica dell’amianto.
Beneficiarie sono le imprese, anche individuali, iscritte alla CCIAA e, per alcuni interventi specifici, enti del terzo settore.
E’ prevista una specifica linea di finanziamento per i settori pesca e fabbricazione mobili, è espressamente esclusa l’agricoltura per la quale è previsto un bando specifico.
Per l’ammissibilità è richiesta l’assenza di condanne per omicidio colposo o lesioni personali colpose legate alla violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, relative all’igiene del lavoro o che abbiano determinato malattie professionali, salvo che sia intervenuta riabilitazione
L’importo minimo dell’agevolazione è di 5.000 euro, massimo 130.000 per tutti esclusi pesca e fabbricazione mobili per i quali il minimo è 2.000 e il massimo 50.000.
Gli interventi agevolabili sono progetti di investimento per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale, per la riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi, per la bonifica da materiali contenenti amianto e per micro e piccole imprese dei settori pesca e fabbricazione mobili
Le spese ammissibili al finanziamento sono quelle direttamente necessarie alla realizzazione del progetto, le eventuali spese accessorie o strumentali funzionali alla realizzazione dello stesso e indispensabili per la sua completezza, nonché le eventuali spese tecniche, entro i limiti precisati negli appositi allegati.
Espressamente escluse le acquisizioni mediante leasing e l’acquisto di beni usati.
In caso di approvazione del progetto il termine di realizzazione è di un anno e, qualora l’agevolazione richiesta sia uguale o superiore a 30.000 euro può essere richiesta un’anticipazione fino al 50% dell’importo del finanziamento stesso presentando apposita fidejussione
E adesso viene il bello: la modalità di assegnazione avviene mediante prenotazione telematica, il cosiddetto click day secondo questa calendarizzazione:
1° giugno, apertura della procedura informatica, e intanto il bando è stato presentato il 5, a c’era chi già sapeva ed ha potuto prepararsi per tempo, nell’italilandese logica dei figli e figliastri;
15 luglio, chiusura della procedura informatica per la compilazione della domanda
Dal 20 luglio download dei codici identificativi
Giorno da definire: click day
14 giorni dopo il click day avverrà la pubblicazione elenchi cronologici provvisori.
Detto in altri termini: le imprese o i loro consulenti dovranno restare sul piede di guerra dal 20 luglio e sino a quando, pochi minuti prima dell’apertura, sarà possibile premere il fatidico tasto. E tutto, sempre che la baracca funzioni, si esaurirà in una manciata di secondi: chi è dentro è dentro, chi è fuori è fuori.
Esattamente come al gioco delle tre carte. Questo sa fare uno stato mafioso e biscazziere.
Un consiglio per fare cash? Fate fatture per operazioni inesistenti e fanculo. Si, sto suggerendo di commettere un reato, e allora?

Alberto Cazzoli Steiner

Ecobonus, da magnamagna a pianto greco

L’esperimento è riuscito: chi di dovere ha inequivocabilmente compreso che la gran massa degli italilandesi è costituita da beoti ai quali è possibile far bere qualsiasi intruglio. Strappiamo perciò il Velo di Maya e diciamolo apertis verbis: l’ecobonus è la manna dal cielo, è grasso che cola per imprese, professionisti e banche. E persino per lo stato, maestro del gioco delle tre carte che grazie a norme incomprensibili, contraddittorie, incomplete, soggette ad interpretazione, nella circostanza de quo se ne sta, come i malfattori delle vignette de La Settimana Enigmistica, acquattato dietro l’angolo, pronto a randellare il malcapitato cittadino in errore, revocandogli il beneficio e comminandogli sanzioni da levare la pelle.L’ecobonus, alla prova dei fatti e non temo smentite, è un solenne imbroglio, che si presta ad incertezze, dubbi, potenziali perdite economiche, abusi: e il trainante, e il 60%, no il 58, no 71 l’omm e mmerda, 90 la paura. E che cazzo, avete rotto i coglioni con il vostro costrutto mafioso, pianificato a tavolino per estorcere denaro favorendo corruzione e mazzette.
Un paio di esempi? Il primo: non è possibile che in un paese civile, culla del diritto (sì, sempre in culla poiché non è mai diventato adulto) non vi sia chiarezza normativa su infissi e serramenti. Ammissibili, non ammissibili, e se sì in quale misura, con vetrocamera, in legno, plastificati, spalmati di nutella.
E il cappotto? Che rottura di palle! tutti ne parlano, insieme con la pompa di calore è l’ago della bilancia delle riqualificazioni energetiche ma sembra che a piede libero (per ora, il tempo è galantuomo) vi sia solo gente che non ne ha mai fatto uno: e dev’essere realizzato a stelline, no a righe orizzontali, bianco e nero perché dona, mai sotto il segno dell’Ariete. Ma andate a vendere le angurie, cazzo!
Ed ora pare che sul paese di bengodi si stia abbattendo l’asteroide: l’edilizia cinese starebbe facendo saltare il vantaggio, lasciando professionisti e imprese in un mare di lacrime.
L’aumento dei prezzi del tondino avrebbe toccato, a maggio, quota 15,4%, balzo che ha portato l’aumento, calcolato dal novembre scorso, al 150%.
Ma, scusate, i tondinari del Bresciano che fine hanno fatto? Si sono convertiti all’idroponica? E poi non è che per l’ecobonus si debbano costruire pilastri a manetta…
Naturalmente l’Ance ha tuonato: “Provvedimenti subito!” nel solco del più classico assistenzialismo imprenditoriale: perdite spalmate sui cittadini, guadagni goduti dalle aziende, tasse … no, dai, non scherziamo, quali tasse?
Sembra che il settore cinese delle costruzioni valga il 40% della domanda locale di acciaio, pari al 50% della domanda globale. Come dire che in Cina si costruisce e nel resto del mondo si fa flanella.
Ma si rendono conto, i giornalaioli, delle cazzate che scrivono? Certo, nessuno va a confutarli perché il lettore medio o è deficiente o è colluso. E una cosa non esclude l’altra.
Tirano in ballo persino il polietilene, tanto noto quanto robusto materiale per costruzione, che avrebbe subito un incremento del 110% tra novembre 2020 e aprile 2021, il rame del 29,8%. Per fortuna che da noi ci sono i zingheri che raccolgono quello che cade dai camion, altrimenti non sapremmo come fare.
Forti carenze dei materiali e lunghi tempi di consegna avrebbero inoltre comportato aumenti a legname, laterizi, serramenti, carpenterie e ferramenta, e fino all’autunno è previsto che i prezzi crescano ulteriormente.
L’inevitabile ridimensionamento, a fine anno, si attesterà comunque su prezzi elevati, e già oggi professionisti ed imprese hanno preso la palla al balzo rivedendo conteggi e preventivi. Ma guarda un po’ che danni che ti combina la causa di forza maggiore…
Professionisti e imprese sostengono che si troveranno a sopportare improvvisi aggravi dei costi, con il rischio che si arrivi a un blocco generalizzato dei cantieri e, paventando di dover lavorare in perdita, chiedono misure eccezionali ed immediate per scongiurare il fermo di innumerevoli cantieri pubblici e privati. Detto in altri termini: o lo stato sovvenziona o si chiude baracca lasciando a casa decine di migliaia di lavoratori.
Chi sta stilando capitolati e offerte afferma che forse farà in tempo a correggere il tiro, sempre che i prezziari vengano aggiornati in tempo, una chimera conoscendo tempi e capacità di questo stato cialtrone, i cui pegiori esponenti non sono i politici ma i fancazzisti statali, oggi gratificati da smart working, aumenti generalizzati e benefici vari.
Altre imprese affermano invece che, se andrà bene, lavoreranno in pari, e se andra male lavoreranno in perdita. Insomma, c’è aria di flop in una norma nata male e cresciuta peggio, trasformatasi da magnamagna in pianto greco.
Come dite, io? Io ho preso quattro pratiche, quattro di numero proprio perché si tratta di amici e conoscenti, e mi sono ben guardato dal prenderne altre. Grazie al cielo non ho bisogno di smazzettare tecnici comunali per campare.

Alberto Cazzoli Steiner